venerdì 1 giugno 2012

TERREMOTO: 5 EURO PER OGNI DONAZIONE. LE BANCHE SPECULANO ANCHE STAVOLTA

Cosa succede in caso di donazione
Dopo il terremoto, disgrazia nella disgrazia, la retorica buonista che incita alla solidarietà può risultare indigesta a tanti, soprattutto se ai cittadini risparmiati dal cataclisma si chiede di essere partecipi del dolore altrui mettendo mano al portafogli. Eppure in tanti, in questi giorni, in silenzio e senza tante smancerie stanno offrendo i propri risparmi per la ricostruzione dell'Emilia, duramente provata dal sisma nel suo tessuto sociale ed economico. Chi si sta recando in banca per effettuare un bonifico mai penserebbe che offrire il proprio denaro possa avere un costo. E invece in tanti stanno scoprendo che quel bonifico costa 5 euro, la commissione trattenuta dalla banca per effettuare il versamento.

Il Giornale racconta oggi la vicenda del dottor Francesco Baldisserotto che si è recato presso una banca a versare la sua donazione per il terremoto dell'Emilia, ma alla fine ha desistito perché si è sentito preso in giro. Dopo questa segnalazione il quotidiano ha approfondito l'argomento telefonando a diversi direttori di filiale che hanno confermato i cinque euro di commissione bancarie sui bonifici destinati alla solidarietà per il terremoto. Le banche - rileva Il Giornale - specie se non sono la banca di riferimento, cioè se non si tratta della banca in cui il donatore ha un conto corrente, non fanno alcuna distinzione e applicano alla lettera i loro balzelli e le loro commissioni di bonifico. In altre parole non interessa affatto alla banca che sulla causale del bonifico ci sia scritto: terremotati o una qualsiasi altra parola che evochi generosità e solidarietà."

Basterebbe una disposizione dell'AbiI direttori interpellati si sono giustificati affermando che "ci vorrebbe una disposizione ufficiale dell'Abi, una normativa ben precisa per uniformare il comportamento di tutte le banche in questo tipo di situazioni: commissione zero o infinitesimali per donazioni di qualsiasi importo". Mussari: la commissione sulle donazioni è stato un errore - E alla fine l'Abi si pronuncia per bocca del suo presidente Giuseppe Mussari, il quale dichiara che i cinque euro di commissione chiesti dalle banche su alcuni bonifici nelle donazioni a favore dei terremotati dell'Emilia Romagna, "sono dovuti ad un errore del sistema informatico che verrà risolto, spero già domani". Per Mussari "non c'è assolutamente la volontà delle banche di guadagnare" dalle donazioni. "L'Abi inviterà le banche a non far pagare nulla" ha concluso.

La Rete si ribella

Intanto sui social network la notizia delle commissioni da 5 euro si è diffusa con la velocità tipica del Web e gli utenti cercano di correre ai ripari segnalando le banche che trattengono una commissione di soli 0.50 euro. In genere la somma trattenuta è minima nei casi in cui la banca beneficiaria e quella del correntista donatore coincidono. Anche i bonifici eseguiti on line godono di un costo inferiore e in alcuni casi possono essere addirittura gratuiti.

Imprenditore emiliano: la banca ci ha dimezzato il credito - Ma a questo si aggiunge il caso di un imprenditore della zona terremotata al quale è stato tagliato il credito subito dopo il sisma e senza ragione. "La linea di credito è stata dimezzata perché, all'improvviso, ne avevamo più bisogno".

L'imprenditore Roberto Fabbri, amministratore delegato della Abk Industrie Ceramiche di Finale Emilia (Modena), in un'intervista al Sole 24 Ore racconta della telefonata con cui una banca di cui non rivela il nome, all'indomani del secondo sisma, gli ha comunicato il dimezzamento del finanziamento proprio a causa del terremoto. "Stavamo aspettando l'autorizzazione di una banca per un finanziamento da 1,5 milioni di euro, per metà garantito dalla Sace", spiega l'imprenditore. "Era tutto a posto, non c'era motivo per temere nulla. E invece mi hanno comunicato che sarebbe stato dimezzato: al posto dei 750 milioni, la banca ne sborserà 375. So bene che sto parlando di milioni - precisa - però mi è parsa un'elemosina"

Fonte: Tiscali Notizie

Terremoti artificiali? Ascoltate il nostro Generale Fabio Mini.....


Terremoti artificiali? Sentite cosa dice un generale...

di Gianni Fraschetti -

L' intervista che segue al Generale Mini e' stata realizzata in tempi non sospetti, in essa si parla di cambiamenti climatici, di tsunami e di terremoti ed il Gen. Mini non ha nessuna difficolta' ad ammettere nella maniera piu' chiara che tali eventi possono essere creati artificialmente e che rappresentano ormai l' ultima frontiera degli armamenti delle superpotenze ed in special modo degli Stati Uniti.
Ma chi e' Fabio Mini ?  Sono attendibili le sue parole ?


Dopo gli studi presso l'Accademia militare di Modena e la Scuola di Applicazione di Torino, si è laureato in Scienze strategiche per poi perfezionarsi in scienze umanistiche presso l'Università Lateranense e in Negoziato internazionale presso l'Università di Trieste.
Tra i vari incarichi è stato portavoce del capo di Stato maggiore dell'Esercito italiano e, dal 1993 al 1996, ha svolto la funzione di addetto militare a Pechino. Ha inoltre diretto l'Istituto superiore di stato maggiore interforze (ISSMI). Generale di corpo d'armata, è stato capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa e a partire dal gennaio 2001 ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani. Dall'ottobre 2002 all'ottobre 2003 è stato comandante delle operazioni di pace in Kosovo a guida NATO, nell'ambito della missione KFOR.Commentatore di questioni geopolitiche e di strategia militare, scrive per Limes, la Repubblica e l'Espresso, è membro del Comitato Scientifico della rivista Geopolitica ed è autore di diversi libri......... ( fonte: Biografia Fabio Mini Wikipedia )

Dunque l' uomo e' tutto fuorche' un coglione che non sa pesare le parole o peggio non sa cio' che dice. Mini sa perfettamente cosa dice e sa perfettamente come dirlo. Dobbiamo dunque presumere che quanto e'contenuto in questa intervista sia vero, dalla prima parola all' ultima...e francamente e' agghiacciante

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Intervistatrice: Buongiorno Generale Fabio Mini, una cortesia si può presentare, per cortesia, da solo: lei di che cosa si occupa e che cosa fa?

Gen. Mini: Beh sono un generale in cosiddetta ausiliaria, noi generali non andiamo mai in pensione: transitiamo dal servizio attivo a uno stato intermedio in cui siamo a disposizione dell'amministrazione e poi passiamo nella Riserva, che comunque sono tutti eufemismi per la pensione quindi sono un generale in pensione e mi occupo di collaborazione e diffusione su temi strategici, scrivo libri, faccio conferenze, do qualche consiglio a qualcuno che non li vuole e che non li vuole comunque ascoltare, ma io ci provo lo stesso, e mi sono impegnato anche un po' nel campo, così, del sostegno umanitario: ho fondato insieme ad amici un'associazione che si chiama Peace Generation.

Intervistatrice: Ecco senta generale quando lei era attivo, mi sembra che sia più attivo anche adesso, ma quando era attivo in che settori soprattutto lavorava dal punto di vista militare?

Gen. Mini: Dal punto di vista militare ho avuto tre grandi branche; una branca è stata quella di interesse, una branca è stata quella dellacomunicazione: io ho fatto il portavoce del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito così come dello Stato Maggiore della Difesa. La seconda branca è stata quella logistica: mi sono occupato anche di contratti, contrattistica in questa maniera; la terza è quella che mi ha preso più la parte sostanziale della vita operativa è stata quella appunto operativa: ho comandato le unità dei Vespri Siciliani, ho comandato tutti i tipi di unità bersaglieri, vengo dai bersaglieri, e poi ho comandato il contingente internazionale, la forza internazionale di pace in Kosovo, che è KFOR. Ho fatto il Capo di Stato Maggiore della NATO in Sud Europa, quindi ho avuto parecchi incarichi; sono stato in Cina per tre anni come addetto militare, sono stato in America per altri due anni come integrato in una unità americana e così ho avuto moltissime esperienze.

Intervistatrice: C'è un suo articolo molto interessante sul numero di Limes che intitolava "Il clima dell'energia, il tempo che farà, le guerre dei tubi, l'Italia a rischio". Ecco il titolo che lei ha dato è "Owning the weather: la guerra ambientale globale è già cominciata"; vorrei cominciare con questa frase che lei ha scritto: "la guerra ambientale in qualunque forma è proibita da leggi internazionali. Le Nazioni Unite fin dal 1977 hanno approvato la convenzione contro le modifiche ambientali" e poi sotto c'è scritto: "la guerra ambientale è oggi definita come l'intenzionale modificazione di un sistema ecologico naturale come il clima i fenomeni meteorologici gli equilibri dell'atmosfera della ionosfera della magnetosfera le piattaforme tettoniche etc..., allo scopo di causare distruzioni fisiche, economiche, psicosociali nei riguardi di un determinato obiettivo geofisico o una particolare popolazione". Di cosa stiamo parlando, generale? Di cosa stiamo parlando ieri, di cosa stiamo parlando oggi e di cosa stiamo parlando del futuro?

Gen. Mini: Il senso dell'argomento fondamentale è questo, che poi è anche la mia tesi: la guerra è cambiata, cioè non ci possiamo più tenere attaccati al concetto di guerra tradizionale quando c'era uno che sparava contro un altro. E' cambiata non soltanto perchè gli interlocutori della guerra o anche i cointeressati alla guerra sono moltissimi; è cambiato perchè i sistemi d'arma sono cambiati: non ci sono più soltanto fucili o missili adesso ci sono anche altri tipi di arma. Una arma fondamentale che nella guerra moderna o in questa guerra globale ha assunto una rilevanza fondamentale è proprio l'arma psicologica o comunque l'arma dell'influenza che può essere esercitata con tutto quindi l'ambiente inteso come sistema ecologico, nel quale noi viviamo e dal quale noi dipendiamo, è diventato un attore principale, non è soltanto una cornice, è un attore principale della guerra, può essere addirittura un obiettivo ma può essere anche uno strumento e questo è il concetto fondamentale.

Intervistatrice: Ecco senta, io vado sempre avanti con il suo articolo, a pagina 82 lei scrive: "Tutti fingono di credere che le devastanti esplosioni delle bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki siano state le prime ed ultime della storia militare, eppure tutti sanno che da allora ci sono già state più di 1.000 esplosioni nucleari nel sottosuolo, nelle profondità degli oceani, in superficie e nello spazio e queste possono provocare per esempio degli tsunami". Che cosa voleva dire qui generale?

Gen. Mini: Volevo dire che quando si pensa che un certo sistema d'arma come l'ordigno nucleare, con le leggi con le convenzioni internazionali, è stato limitato è vero che è stato limitato però si sono sviluppate altre utilizzazioni anche dello strumento nucleare ed oltre lo strumento nucleare anche di quello magnetoelettrico.

Intervistatrice: Quindi io posso con le... mi scusi se la interrompo: quindi io posso con un esplosione, un esperimento, creare un sisma anche in qualche modo voluto.

Gen. Mini: Ma assolutamente vero, nel senso che questo non è ormai una fantasia o una illazione, sono cose ormai che sono tecnicamente e scientificamente provate. Quello che manca è la prova che qualcuno deliberatamente lo abbia già fatto, però se si vanno a vedere quali sono le linee di frattura o le faglie che ci sono nella crosta terrestre e si può immaginare che se uno agisce in un punto, per esempio in mezzo al pacifico con una esplosione controllata nucleare o anche soltanto non nucleare o anche soltanto convenzionale, bene il riverbero delle onde sismiche che produce questa esplosione può arrivare e alimentare e provocare addirittura lo tsunami; ma adesso lo tsumani è una forma così che tutti quanti conoscono ma i terremoti in genere possono essere in questo senso...

Intervistatrice: Ecco scusi, io la interrompo sempre perchè... negli ultimi anni io ho fatto delle ricerche e ho sempre visto proprio facendo delle tabelle di raffronto che dove c'erano state delle esplosioni sotterranee, io ho seguito anche alcune esplosioni che venivano fatte dai francesi nel Sahara, poi Mururoa, poi in India e in Pakistan, poi a breve distanza venivano fuori dei terremoti quindi a volte erano sperimentazini quindi si può anche pensare che si possano creare al di là dei terremoti anche dei sisma, anche delle frane, delle valanghe, delle inondazioni, cioè degli scienziati in questo caso molto bravi ma in negativo possono in qualche modo condizionare l'ambiente e quindi l'economia anche di un Paese.

Gen. Mini: Ma assolutamente sì cioè questa è una capacità tecnica, tecnico operativa, che esiste. Adesso io ripeto non ho prova provata che ci sia stato un cosiddetto esperimento o nucleare o convenzionale che abbia provocato un reale terremoto, però la parte tecnica c'è ed io sono anche abbastanza pessimista dal punto di vista militare perchè in 45 anni di carriera militare in giro per il mondo ne ho viste di tutti i colori su quello che riusciamo a combinare, cosa riesce a combinare la fantasia umana, bene io sono veramente pessimista nel fatto di dire che probabilmente c'è qualcuno che ci ha già provato a fare di queste cose; non so dove non so quando ma certamente non nei casi, io penso e spero, nei casi che lei ha seguito perchè in genere quando si fanno queste operazioni si sa benissimo qual è il danno, la conseguenza che si vuole provocare, e non si vuole certo far risalire all'attore o a colui che lo ha provocato percui se lei ha seguito degli esperimenti che erano già stati preannunciati o annunciati questi probabilmente sono o casuali, le conseguenze sono o casuali oppure non volute. Però chi è che vuole farlo veramente ha la capacità tecnica di farlo, lo può fare. 

Intervistatrice: Ecco lei ha citato un esempio molto interessante: negli anni '40 un professore australiano, vuole raccontare questa cosa che lei ha seguito, che faceva questi esperimenti, ai nostri ascoltatori?

Gen. Mini: Mah insomma questo è un professore israeliano che si è messo a fare... era australiano, più che altro neozelandese, faceva questi esperimenti, vedeva quali erano le incidenze di questi fenomeni e si è accorto che si potevano provocare...

Intervistatrice: ...delle onde anomale, no, mi diceva?

Gen. Mini: ...potevano fare delle onde anomale, lui le ha provocate: al largo di Aukland lui ha provocato delle onde anomale, dei piccoli tsunami; in realtà erano soltanto fenomeni di onde che venivano, che montavano per conto proprio, e lui c'è riuscito in maniera controllata in maniera limitata ma c'è riuscito e ci è riuscito talmente bene che poi è sparito per un periodo dalla circolazione ma nel frattempo era stato contattato dagli Stati Uniti i quali sempre da un punto di vista tecnico-scientifico volevano vedere quali erano le possibili applicazioni di questo tipo di nuova, parliamo degli anni '40 subito dopo la guerra, di questa nuova arma in una eventuale difesa o comunque offesa contro un eventuale nemico. Lui sembra che non abbia aderito alla parte militare di questo progetto, sembra, ma ovviamente i dati che lui aveva erano a disposizione di tutti anche perhè lui, quella volta, lavorava in Australia per conto della Università della Neozelanda ma chi gestiva i fondi dati a questo progetto erano Gran Bretagna e Stati Uniti.

Intervistatrice: Senta Gen. Mini lei, nel suo articolo, che tra l'altro posso dirlo a chi ci sta ascoltando, noi stiamo consigliando a tutti di leggerlo, proprio anche a quelli che da anni lavorano su queste cose e molte volte anche incontrando delle diffidenze. Lei parla anche di questo centro in Alaska che conosciamo tutti, HAARP, il quale lavora sulle onde ad alta frequenza, questo è finanziato... e su questo si è sempre pensato che potesse influire sul clima; ecco vogliamo parlare... lei ne parla nel suo articolo.

Gen. Mini: Sì ne parlo perchè in effetti è una di quelle evoluzioni della ricerca sulle onde a bassissima frequenza e altissima frequenza, sono i due estremi, per la loro capacità praticamente di superare gli ostacoli, di non essere influenzati dalla curvatura terrestre, di non essere influenzati da ostacoli di varia natura... è quello quindi di modificare, di poter modificare l'assetto anche atomico delle cose. Bene questi generatori ovviamente di queste onde elettromagnetiche particolari, ovviamente chi è che li gestisce dice che sono per tutt'altra natura che non hanno questo tipo di capacità...

Intervistatrice: ...sì qualcuno diceva che volevano creare una specie di scudo per difendere la terra dal discorso dell'ozono mi pare... c'erano delle motivazioni che nessuno credeva poi tra l'altro...

Gen. Mini: Sì francamente diventano anche poco credibili. Sa che cos'è, mantengono una certa dose di credibilità perchè nessuno sa veramente di che cosa si tratta percui se una fonte autorevole dice, come un governo, dice "no, noi non stiamo facendo questi esperimenti per questo ma lo facciamo per motivi difensivi e non turbiamo, alteriamo l'equilibrio ecologico di nessuno, tutti quanti tendono a crederci; soltanto che negli ultimi 15 - 20 anni ormai questo livello di fiducia sulla parola incomincia a scadere un po' insomma, ecco queste onde elettromagnetiche hanno la capacità di interferire e quindi di addirittura di provocare delle alterazioni meteorologiche focalizzate in determinati punti che poi possono montare per conto proprio...

Intervistatrice: Ecco, Generale Mini, tra l'altro noi abbiamo raccolto negli anni, negli ultimi anni, delle proteste da parte per esempio di Paesi come la Russia, come la Cina ma anche altri Paesi che lamentavano, a parte che anche i russi sanno condizionare molto bene il clima anche loro hanno delle possibilità insomma in questo senso di creare dei fenomeni meteorologici, accusavano proprio che certe situazioni meteorologiche di aridità, di siccità o di eccessiva pioggia o di eccessivo freddo, come sta succedendo adesso in Cina, potessero essere provocate artificialmente; avevano fatto una denuncia nazionale, internazionale, dicendo c'è qualcuno dietro tutta questa operazione per creare problemi alla situazione economica di un paese. Lei che cosa risponde di fronte a questo? Lei non ha le prove però a livello, così, di momento...

Gen. Mini: A livello così di momento proprio di riflessione, di una riflessione....

Intervistatrice: Certo, non è tanto fuori di norma insomma questa cosa...

Gen. Mini: Non è al di fuori della norma, come ripeto, anche questo campo, cioè, è un campo in cui la parte tecnica è molto avanzata; ora quando si parla che, si pensa che il programma Owning the Weather 2015, voglio dire... no 2025 addirittura, è partito nel 1999; oggi siamo nel 2008 quindi sono già passati 10 anni e questo obiettivo di possedere il tempo meteorologico entro il 2025 a fini militari, questo è il programma perchè è finanziato dall'aeronautica militare statunitense non è finanziato da McDonald che vuole vendere gli hamburger, quindi questo è un programma che sta andando avanti e se tanto mi dà tanto, se l'obiettivo finale è al 2025, nel 2008 noi abbiamo già qualche risultato lo dobbiamo avere altrimenti chi è che investe i soldi avrebbe già chiuso i rubinetti dei fondi. Qundi ci sono già adesso delle capacità pratiche che possono essere sfruttate io dubito molto a livello di riflessione che ci sia qualcuno che intenzionalmente stia dirigendo queste armi contro un altro obiettivo. Dubito molto non perchè credo che gli uomini siano buoni, dubito molto che ne abbiano acquisito la capacità, però ho messo anche in evidenza nell'articolo la teoria, ma anche le supposte prove, che uno scienziato tecnico militare americano dà di queste cose e lui, secondo lui, i russi... lui attribuisce ai russi...

Intervistatrice: ...Bearden mi pare...

Gen. Mini: ...esatto sì, ma quello che si può attribuire ai russi si può attribuire agli Stati Uniti in maniera maggiore oggi, perchè gli hanno superati in molti campi, ma si può attribuire anche ai cinesi i quali intanto si stanno organizzando e attrezzando per questo; percui se lui pensa che ci siano stati già negli anni '70 degli episodi di utilizzazione di queste onde elettromagnetiche per produrre puntuali fenomeni atmosferici sul territorio degli Stati Uniti, io penso che se lui, e lui è uno scienziato... tra l'altro scrive dappertutto è accreditato dalla organizzazione degli scienziati americani insomma, non dovrebbe essere un millantatore o un fesso. Percui prendendo anche... facendo la tara a quello che lui dice, dal punto di vista tecnico-scientifico già esiste questa capacità e questa possibilità; speriamo soltanto che non abbiano ancora raggiunto un livello tale, soprattutto di determinazione e dico da un certo punto di vista, di stupidità e cattiveria, da impiegarlo realmente pensando di far fuori un obiettivo o un nemico circoscritto senza allargare i danni ad altri che possono anche non essere nemici e possono anche...

Intervistatrice: ...quindi diciamo, per concludere, noi possiamo concludere con quest'immagine su cui io voglio proprio la sua chiusura: io posso provocare, dal punto di vista climatico, una siccità in un paese quando ho l'intenzione di far, come si può dire, andare via una popolazione che in qualche modo mi possa essere di peso la faccio, non so, diventano dei profughi da un'altra parte perchè in quel Paese ci sono materie prime che m'interessano.

Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può...

Intervistatrice: ...questa è una guerra...

Gen. Mini: Questo è un fatto che non si può assolutamente escludere ed è una guerra.

Distratti dal terremoto, avvengono alcune cose di cui ben poco si parla!


Distratti dal terremoto, avvengono alcune cose di cui ben poco si parla!

Mentre consiglio a tutti di leggere l'ultimo dettagliato articolo sul terremoto in Emilia apparso sul sito nwo-truthresearch dal titolo Terremoto in Emilia cosa succede?, vi invito a osservare cosa succede in questi giorni in cui la nostra attenzione è dirottata sul disastroso terremoto (e magari dalla truffa del calcio-scommesse e la strage di Brindisi). Ecco alcune notizie passate sotto silenzio o distorte dai mass media ufficiali.


Dal sito francese http://www.lesechos.fr grazie alla traduzione di http://www.informarexresistere.fr  apprendiamo che: 


L’ex presidente della BCE stima che l’Unione Europea deve poter gestire il budget di uno stato membro in caso di stallo.Jean-Claude Trichet ha proposto giovedì che l’Unione Europea possa gestire il budget di uno stato membro se essa constata la sua incapacità di mettere in ordine le proprie finanze, come parte delle misure da prendere per preservare l’Euro dalla crisi greca.
Mentre si parla di terremoto avvengono alcune cose di cui ben poco si parla o che vengono distorte dai media


L’ex presidente della Banca Centrale Europea, il cui mandato è terminato a novembre, propone, in assenza di un’unione federale politicamente difficile da attuare, l’attivazione di un meccanismo eccezionale, quando la politica fiscale di un paese minaccia l’insieme dell’unione monetaria.

Mentre si parla di terremoto avvengono alcune cose di cui ben poco si parla o che vengono distorte dai mediaInsomma appare chiaro che con la scusa di una crisi economica si va a minare la sovranità nazionale. Prima si è tolto alle nazioni il potere di emettere moneta, delegato ad una banca privata cosiddetta "nazionale" (come bankitalia), quindi si è formato un ente bancario privato sovranazionale (BCE) ancora meno legato alla giurisdizione dei singoli stati. Come se non bastasse il fatto che gli stati non possono decidere autonomamente la propria politica monetaria ecco che persino la politica finanziaria potrebbe essere commissariata in maniera autoritaria da un ente sovranazionale. Ecco forse vero significato dalle parole di Monti quando annunciava (quasi fosse una bella cosa) che l'Italia dovrebbe rinunciare alla propria sovranità.



Dal blog di Gianni Lannes arriva una notizia che è come una bomba, nel senso letterale del termine, dato che potrebbe riferirsi alla preparazione dell'Italia ad una guerra prossima ventura (Siria + Iran). Dall'articoloPoteri speciali a Monti traggo alcuni passaggi essenziali:


Diamo un’occhiata all’ultima trovata. «Norme in materia dipoteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesae della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni» [vedi il sito del parlamento italianohttp://www.parlamento.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/testi/38118_testi.htm]: è il titolo della recente legge dello Stato italiano, numero 56, promulgata l’11 maggio 2012 e passata inosservata alla gran massa dell’opinione pubblica. Strano. 


In calce reca la firma del Presidente della RepubblicaGiorgio Napolitano  e del Primo Ministro non eletto dal popolo tricolore.  Il proponente è proprio il maggiordomo dell’alta finanza speculativa (Trilateral Commission, Goldman Sachs, Bilderberg, Aspen, eccetera) a cui mancavano i super poteri.  Il Premier abusivo - recentemente volato in Usa a prendere nuovi ordini - precisamente il 9 marzo scorso aveva indicato tale auto-attribuzione  (mediante un Decreto-legge) giustificata dalla «straordinaria necessità ed urgenza». Il Parlamento ha approvato all’unanimità: infatti al Senato i contrari risultano zero, mentre i favorevoli 246 (20 gli astenuti). Alla Camera, infine, hanno votato a favore ben 401 deputati  (42 contrari e 2 astenuti). Quali saranno i criteri d’esercizio di tali poteri speciali? L’esercizio del golden share è lo specchietto per le allodole. 



C’è ben altro: l’arbitrarietà del concetto di minaccia effettiva. Ovvero di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della difesa e della sicurezza nazionale. Chi attenta all’Italia? E’ un pretesto per restringere ulteriormente la sbandierata libertà (di impresa) in democrazia? Come mai neanche un’apertura di tg (locale) per questa clamorosa notizia? Strano che nessun impiegato della comunicazione in servizio permanente effettivo (la ditta Travaglio & Santoro) abbia detto alcunché. E Grillo, pardon Casaleggio, tace inspiegabilmente? Come mai nell’occasione Vendola non ha pontificato, visto che mette il becco su tutto, peggio del prezzemolo avariato? Latita perfino Saviano (neanche uno sfondo su Repubblica).



(...)  Una domanda spontanea. A parte il Memorandum bellico stipulato fra Italia ed Israele (siglato da Berlusconi), perché le forze militari del Belpaese si sono esercitate recentemente nel deserto del Negev? [vedi articolo sul sito del Ministero della Difesahttp://cca.analisidifesa.it/it dove si legge "Si è conclusa l'esercitazione "Desert Dusk 2011" che si è svolta presso la base aerea di Ovda (Israele), nel deserto del Neghev, e che ha visto impegnati per dieci giorni velivoli dell'Aeronautica Militare e della Israeli Air Force"]
E’ davvero singolare che il Regolamento dell’Unione europea (264) concerne «misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran» (Gazzetta Ufficiale, serie specialeUnione Europea, numero 41 del 24 maggio 2012). Forse andrebbe letto alla luce del Trattato di Lisbona e delTrattato sull’Ue, che assoggettano il Vecchio Continente in termini militati alla Nato? Qualche europarlamentare italiota avrà almeno letto prima di firmare in bianco? Eurogendfor(con sede nella caserma dei Carabinieri Chinotto di Vicenza) di cui abbiamo accennato già due anni fa, vi dice nulla? I compiti e gli incarichi dell’Egf  - che non necessita di un mandato giudiziario per operare, compreso l’ordine pubblico sottratto alla Polizia di Stato - esulano dal controllo parlamentare e della magistratura.

Anche un sito di economia  http://denaro.it riporta la notizia dicendo:


pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 111 del 14 maggio la legge di conversione del decreto legge n. 21 del 2011 sulla cosiddetta golden share. Si tratta della Legge 11 maggio 2012, n. 56, recante norme in materia di poteri speciali sugli assetti societari nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché per le attività di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni. Per golden share si intendono i poteri speciali di intervento e di veto esercitati dallo Stato in qualità di azionista di grandi società una volta pubbliche e oggi privatizzate laddove l’oggetto di interesse sia strategico per la sicuirezza nazionale. L’obiettivo della normas è tutelare l’interesse della collettività

Del resto che la guerra sia sempre più vicina lo si capisce anche da quanto accaduto di recente proprio nell'immediato post-terremoto, con la cacciata degli ambasciatori Siriani dai paesi occidentali, vedi ad esempio quanto riporta il giornale:http://www.ilgiornale.it/esteri/gli_ambasciatori_assad_cacciati_dalloccidente/30-05-2012/articolo-id=590166-page=0-comments=1


Via gli ambasciatori e se ci sarà l'ok dell'Onu - fa sapere il neo presidente francese François Hollande - via anche all'intervento militare in Siria. Occidente a muso duro contro il regime siriano di Bashar el-Assad dopo l'atroce massacro di Hula 
(...) Si intensifica insomma la pressione internazionale sul regime di Assad. La strage dei bambini, come ha scritto più di qualche osservatore, può davvero rappresentare il punto di svolta della crisi siriana. Moltissimi Paesi europei - tra cui Italia, Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna - hanno deciso di espellere in modo coordinato i rappresentanti diplomatici di Damasco, dichiarandoli «persona non grata». Stessa cosa hanno fatto Usa, Canada e Australia. 
Il Dipartimento di Stato Usa ha precisato che l'incaricato d'affari siriano (l'ambasciatore era già stato richiamato aDamasco per consultazioni) ha 72 ore di tempo per lasciare gli Stati Uniti.
Mentre si parla di terremoto avvengono alcune cose di cui ben poco si parla o che vengono distorte dai media


Che tale massacro non sia attribuile al regime siriano di Hassad è fin troppo evidente: di fronte alla minaccia incalzante di rappresaglie militari NATO e sanzioni ONU chi sarebbe così stupido da ordire un simile massacro? Come giustamente osserva Marinella Correggia, integerrima e coraggiosa pacifista italiana, cui prodest? A chi serve questo massacro? Solo a chi è intenzionato a scatenare una guerra. Per altro:


I media dicono che l’Onu accusa il governo siriano. Ma il generale Robert Mood capo degli osservatori Onu non l’ha fatto. E Navi Pillai, commissario oNU per i diritti umani, condanna il governo ma -  risulta perfino nel suo comunicato! – lo fa sulla base di “unconfirmed news” (notizie non confermate) a proposito appunto degli assassini recatisi casa per casa.


I raccapriccianti video su youtube mostrano i bambini ammassati in diverse ambientazioni, case o moschee. Dove sono stati trovati i bambini? Chi li ha trovati? Perché assassini mandati dal governo avrebbero dovuto lasciarli alla vista di tutti e degli osservatori Onu? Secondo il centro di informazione cattolico Vox Clamantis che si trova a Qara, in Siria, i bambini e gli adulti sono stati uccisi da terroristi in diversi luoghi e poi portati dai complici nella moschea per mostrarli agli osservatori e incolpare l’esercito.


Questo video mostra bambini morti, alcuni con i polsi legati, e la didascalia è “hanno legato le mani ai bambini prima di ucciderli”. Ma non è incredibile che un assassino si metta a legare le mani dei bambini prima di ucciderli in massa? Sembra esserci una componente di messinscena – orrenda – che rende tutto sospetto.


L’opposizione parla di bombardamenti. Ma i morti (bambini e adulti) mostrati non sembrano essere stato uccisi in tal modo: al contrario sembrano essere stati uccisi da breve distanza, uno per uno, non nel crollo di case o colpiti da armi pesanti. Non c’è polvere, non ci sono disintegrazioni di corpi, né macerie.



Non ci sono del resto video di bombardamenti governativi su Hulé. Né ci sono video – mi pare – di persone uccise nelle strade. C’è un video (arriva digitando “Hula massacre” suGoogle) che mostra uomini che corrono via nelle strade dopo rumori di spari, mentre qualcuno rimane a giacere per terra e viene poi portato via. Ma si vendono delle bandiere nazionali (rosse bianche nere), non dell’opposizione. Dove è stato girato e a chi si riferisce?

E che dire dei droni (aerei telecomandati) che gli USA vorrebbero offrire all'Italia? Rainews ci informa che:


"L'amministrazione Obama intende armare la flotta italiana di droni Reaper, una mossa che potrebbe aprire agli USA un mercato tecnologico con gli alleati", secondo fonti governative e del Congresso vicine al dossier. Lo scrive ilWall Street Journal  precisando che l'operazione renderebbe l'Italia il primo Paese alleato insieme alla Gran Bretagna a disporre di froni americani armati con missili e bombe a guida laser.
Mentre si parla di terremoto avvengono alcune cose di cui ben poco si parla o che vengono distorte dai media
Che ne dite, non sarebbe un ottima ricetta per uscire dalla crisi quella di sborsare qualche altro miliardo per altri aerei militari? Dopo i miliardi già spesi per l'acquisto dei cacciabombardieri F-35, possiamo forse perdere un'altra offerta allettante?
Chiedetevi, ma soprattutto chiedete ai vostri amici e conoscenti: come mai in un periodo di crisi nera si continuano a costruire e comprare armi che costano miliardi di euro? Se il nostro governo tiene più a comprare aerei militari che a risanare il bilancio un motivo ci sarà, ed il motivo più ovvio è che al governo interessa ben poco del bilancio del paese, ha altre nefaste priorità. Si dice che quei droni potrebbero essere utilizzati in Afghanistan... ma qualcuno potrebbe anche assolvere ad altre operazioni nei nostri cieli, magari dopo qualche lieve modifica e l'aggiunta di una cisterna.

Mentre si parla di terremoto avvengono alcune cose di cui ben poco si parla o che vengono distorte dai media